Interviste

Certificazione qualità e sicurezza al servizio della crescita di Kuni: intervista a Noemi Baccaglini

 

Certificazione qualità e certificazione sicurezza sono il pane quotidiano di Noemi, l’anima dell’Ufficio Certificazioni e Sicurezza di Kuni e segue da vicino molti dei processi interni che ci permettono di crescere e migliorarci. 

Dal presidio documentale alle procedure legate a qualità e sicurezza, fino al supporto organizzativo su alcune attività trasversali, il suo ruolo è diventato un punto di riferimento importante nel percorso di strutturazione dell’azienda. 

Dopo un’esperienza di nove anni in ambito amministrativo, è entrata in Kuni portando competenze, precisione e una forte capacità di coordinamento. 

La abbiamo intervistata per capire meglio in cosa consiste il suo lavoro…

 

1. Quali certificazioni ha oggi Kuni e quali intende ottenere nei prossimi anni?

Attualmente Kuni ha già ottenuto la certificazione qualità ISO 9001, legata alla qualità dei processi aziendali e all’organizzazione del lavoro. È una certificazione che l’azienda possiede da novembre 2025 e che richiede un monitoraggio costante, perché non si esaurisce con il rilascio iniziale: ogni anno è prevista una sorveglianza per verificare che i processi dichiarati siano davvero applicati e continuino a essere efficaci.

Accanto a questa, Kuni sta lavorando alla ISO 45001, dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, che dovrebbe essere ottenuta entro l’autunno. In questo caso il focus è molto chiaro: mettere ordine in tutte le evidenze richieste dalla normativa, redigere nuove procedure dove mancavano e costruire un sistema ancora più solido a tutela delle persone che lavorano in azienda.

Il percorso però non si fermerà qui. Per il 2027 l’azienda ha già espresso la volontà di affrontare altre due certificazioni: la ISO 14001, in ambito ambientale, e la 231, legata alla governance e agli aspetti amministrativi e organizzativi dell’impresa.

In particolare, l’introduzione della certificazione ambientale nasce da un’esigenza molto concreta: ridurre l’impatto legato agli scarti di produzione, che in una realtà come Kuni – fortemente orientata a lavorazioni su misura – possono essere significativi. L’obiettivo è quello di strutturare in modo più efficace la gestione dei rifiuti, migliorare i processi di smaltimento e incrementare le pratiche di riciclo, intervenendo in modo sistematico su tutte le fasi operative.

Questo percorso si inserisce in una visione più ampia che guarda alla sostenibilità come leva di miglioramento continuo: dall’ottimizzazione delle risorse fino all’introduzione di soluzioni più efficienti anche sul piano energetico, come l’installazione del fotovoltaico. 

Certificazione ISO 9001 - Kuni

2. La certificazione qualità perchè per Kuni è così importante e perché un’azienda dovrebbe scegliere di certificarsi anche quando non è obbligata?

Nel caso di Kuni, la scelta di certificarsi è stata volontaria. Non c’era un obbligo normativo che imponesse di intraprendere questo percorso e proprio per questo la decisione assume ancora più significato: ottenere una certificazione non è stato vissuto come il desiderio di avere “un pezzo di carta da appendere al muro”, ma come l’occasione per crescere in modo più consapevole e strutturato.

Le certificazioni rappresentano innanzitutto un elemento di solidità verso l’esterno: aiutano clienti, partner e interlocutori a percepire l’azienda come una realtà organizzata, affidabile e attenta alla qualità. Sarebbe poco realistico negare che, anche dal punto di vista reputazionale, offrano uno sguardo in più e rafforzino l’autorevolezza dell’impresa.

Ma il loro valore più profondo è interno. Certificarsi significa fermarsi, osservarsi e mettere ordine: rivedere i processi, formalizzare procedure, chiarire responsabilità e introdurre strumenti di controllo. La certificazione sulla qualità, per esempio, ha permesso a Kuni di passare da un modo di lavorare più spontaneo a un sistema più strutturato, capace di sostenere la crescita dell’azienda. In un contesto produttivo fortemente orientato al custom, gli errori non possono essere eliminati del tutto, ma possono essere gestiti in modo diverso: individuati, tracciati e trasformati in occasioni di miglioramento.

Anche la certificazione sulla sicurezza ha un ruolo centrale, con una prospettiva complementare: se la 9001 è orientata ai processi e alla qualità del lavoro verso l’esterno, la 45001 mette al centro le persone e il loro benessere all’interno dell’azienda. Due ambiti distinti, ma ugualmente fondamentali.

Concludo con un mio punto di vista personale maturato da quando seguo questo aspetto; certificarsi “costringe” positivamente l’azienda a fermarsi, osservarsi e mettere ordine. Significa rivedere processi, formalizzare procedure, chiarire responsabilità, introdurre controlli, misurare ciò che prima rimaneva implicito. In questo senso la certificazione diventa uno strumento di maturazione aziendale: non un traguardo burocratico, ma un metodo per lavorare meglio, ridurre gli errori e costruire nel tempo una cultura condivisa della qualità, della sicurezza   e della responsabilità.

 

3. Operativamente, come vengono attuate e vissute in azienda le certificazioni?

Il lavoro operativo dietro una certificazione qualità è molto più ampio di quanto si possa immaginare. Nel quotidiano, mi occupo di tutta la parte documentale: aggiornamento dei registri, redazione di nuovi moduli, costruzione di procedure, verifica che i sistemi di gestione siano coerenti e mantenuti nel tempo. Per la 45001, ad esempio, questo significa anche raccogliere e mettere in ordine tutte le evidenze richieste sul piano della sicurezza, come DVR e altra documentazione tecnica, oltre a introdurre procedure che prima non esistevano.

Il mio lavoro non è però isolato. Al contrario, si basa sul confronto continuo con diverse figure aziendali: dal consulente esterno, che fornisce supporto e validazione, al RSPP e all’RLS per gli aspetti legati alla sicurezza, fino ai referenti dei reparti e alla produzione, che rappresentano il cuore operativo da cui nascono i processi da analizzare, formalizzare e migliorare. Nessun modulo o procedura viene costruito senza un confronto diretto con chi poi quel processo lo vive davvero.

Il percorso di certificazione qualità si sviluppa normalmente in più fasi: una prima fase documentale, in cui si definisce e organizza il sistema, e una seconda fase di audit, durante la quale l’ente di terza parte verifica che quanto scritto sia realmente applicato e che funzioni in pratica. Questo passaggio è decisivo, perché non basta che tutto sia corretto sulla carta: occorre dimostrare che i processi sono attuati e producono effetti concreti.

Dal punto di vista culturale, l’introduzione delle certificazioni ha richiesto anche un cambiamento di mentalità. All’inizio non è sempre stato semplice far comprendere a tutti che strumenti come le non conformità non servono a giudicare gli errori delle persone, ma a evitare che quegli errori si ripetano. Con il tempo, però, questo approccio sta diventando sempre più chiaro: magari all’inizio sembra di perdere tempo con una compilazione in più, ma quella traccia documentale permette poi di evitare problemi nei passaggi successivi e di migliorare l’intero flusso di lavoro. In particolare tra i più giovani il cambiamento è stato più immediato, mentre con chi ha abitudini più consolidate il percorso è stato più graduale. Ma la direzione, oggi, è condivisa.

 

4. Perché ti piace lavorare in Kuni?

Per me lavorare in Kuni significa prima di tutto avere un’attività dinamica e stimolante. Arrivo da un contesto molto diverso, e qui ho trovato un ambiente in cui ogni giorno c’è qualcosa di nuovo da imparare. È proprio questo uno degli aspetti che apprezzo di più: non è un lavoro ripetitivo, ma un continuo confronto con situazioni diverse che ti spingono a crescere e a trovare soluzioni.

Un altro elemento fondamentale è il lavoro di squadra. Il confronto con i colleghi è costante e c’è sempre un obiettivo comune da raggiungere. Anche nei momenti più intensi o impegnativi, quello che fa davvero la differenza è la coesione del team: si lavora insieme, ci si supporta e questo rende tutto più efficace e anche più gratificante.

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